Cari ozzanesi e non,
qui di seguito avrete modo di leggere una delle lettere che ci avete scritto. Questa in particolare ci rende orgogliosi del lavoro e dello sforzo che stiamo affrontando uscita per uscita. Grazie a tutti.
Stimati,
come chi ha sete, assorbo e assaporo fino allultima goccia tutto ciò riguarda Ozzano.
Così ho potuto leggere fra le pagine del bel giornalino informativo "Ozzano Più" l'articolo che dà la notizia del trentennale dell'AVIS di Ozzano e Treville dove ho potuto ritrovare una nota che mi riguarda.
Dire che mi a fatto piacere e dir poco: è stata vera commozione.
Ricordo come se fosse ora quell'assemblea nel 1977 presso l'allora Bussola dove gli indimenticabili Vittorio Pansecchi e Augusto Saglia, ma non solo, illustravano le finalità dell'AVIS e mi ricordo anche il rammarico di non potermi iscrivere subito perché non ancora maggiorenne.
Poi la prima donazione presso il palazzo delle scuole durante una raccolta pubblica è stato il primo passodi un impegno che non ha mai comportato sacrifici.
Non c'è fatica nel mettere in pratica gli ideali.
Quasi tutti i miei siamo o siamo stati donatori. Il motivo parte da molto lontano, alla fine degli anni 50.
Mio Papà per un intervento chirurgico ebbe bisogno di sangue 0 negativo. L'AVIS forse era agli albori o magari neanche. L'ospedale naturalmente ne era sprovvisto ed invitarono mia Mamma a procurarselo. Così con un passa parola in ozzano si trovò un donatore O negativo che diede il proprio sangue. Quella persona era il compianto ALDO GIORCELLI.
Ricordo mio Padre che ripeteva soventemente che se si era in buona salute era quasi un dovere donare il sangue perché lui ne aveva avuto bisogno.
Mi ritengo tutto sommato fortunato e dalla vita penso di avere avuto molto sia cose gioioso sia dolorose.
Paradossalmente sono sempre stati gli eventi dolorosi che mi hanno segnato di più e mi hanno fatto ulteriormente maturare. Come diceva qualcuno: è il dolore il vero maestro di vita.
Comunque avendo avuto sino ad ora dalla vita innanzi tutto la salute è giusto voltarsi indietro e vedere chi è nella tribulazione fisica o materiale.
Fare del bene attraverso piccoli gesti come donare il sangue secondo me è come accumulare dei crediti per i momenti del bisogno di cui tutti, speriamo, di non doverne usufruire. Comunque fa bene allo spirito.
Grazie ancora e arrivederci al 3 giugno.
Cordialmente
Vincenzo Calvo
P.S. La festa per il trentennale dell'AVIS prevista per il 3 giugno, si è svolta in modo regolare. Alla manifestazione hanno partecipato circa novanta persone, la Pro Loco ha cucinato per tutti e, a detta degli organizzatori, è stata una festa indimenticabile.





